(Da una mia lettera ad un politico. Un'idea per avvicinare i giovani all'aspetto più emozionante della politica: risolvere i problemi della gente)
Introduzione
L'obiettivo che ci poniamo è di maturare una realistica consapevolezza nei confronti della politica. Intendiamo affrontare questa sfida con uno spirito critico ed con un metodo scientifico e bipartisan. Da una parte desideriamo CONOSCERE il funzionamento della macchina amministrativa, senza trascurare i grandi temi del nostro tempo (lotta al precariato, aborto, energie sostenibili, crisi dell'economia italiana, rapporto con l'Europa, la chiesa e lo stato, origine del terrorismo internazionale, etc.). Dall'altra ci proponiamo di FARE ESPERIENZA di amministrazione attraverso un sano rapporto di collaborazione con gli uomini e le donne che compongono la squadra comunale. Per riuscire in questa crescita le proponiamo quanto segue.
Programmazione generale a due livelli: 1) livello TEORICO 2) livello PRATICO
Tutti noi abbiamo bisogno di conoscere lo stato della realtà in cui la politica opera. Che sia a livello comunale o che sia a livello mondiale, occorre che si svolgano incontri in cui “l'esperto” ci trasmetta le sue conoscenze al fine di scongiurare ogni tentazione di fare opinionismo. Dopo il momento dell'apprendimento vorremmo che il relatore si prestasse a domande, considerazioni e posizioni personali così da poterci misurare con lui e soprattutto da poter fare “la domanda stupida”. Dopo la teoria occorre scendere nel pratico. Vorremmo che questo passaggio avvenisse mediante una pur breve collaborazione con gli assessori del comune. Sottogruppi potrebbero affiancare i vari assessorati con incontri periodici, ma non pressanti, al fine di saggiare nel concreto le loro attività. Non solo. Vorremmo che questo rapporto fiorisse fino al punto che il sottogruppo fosse considerato uno think tank per l'assessore. Egli potrebbe presentare problemi nuovi e vecchi ed ottenere idee comunque nuove perché scaturenti da menti giovani. Il beneficio di questa impostazione è che i partecipanti non avranno solamente una necessaria formazione concettuale, ma potranno soprattutto contare su varie esperienze di problem solving politico e amministrativo. Tutto ciò, se condotto con moderazione e lungimiranza, potrà trasformare un mero passaggio di nozioni in una esperienza personale.
*** 1) PROGRAMMAZIONE del livello TEORICO ***
Il livello teorico si dovrà suddividere in due parti: tecnica e politica. Quella tecnica, amministrativa affronterà i limiti e le facoltà descritte dalla legge per la pubblica amministrazione. Nella parte politica troveranno spazio argomenti d'attualità in cui ognuno è chiamato in prima persona a formulare una posizione sentita e strutturata.
1.1) programmazione TECNICA: argomenti tecnici, amministrativi, scadenze, suddivisione dei poteri, tasse e gestione dei fonti, legge di bilancio, entrate del comune, attribuzione delle competenze ai vari assessori. Quindi l'amministrazione in tutte le sue forme. Sarà sufficiente un solo relatore, un esperto che potrà essere anche lei o il sindaco. Esempio di programmazione tecnica:
a) distribuzione di competenze dei tre organi del comune: sindaco, giunta, consiglio;
b) come si programma l'economia di un comune: come procederà questa giunta, quando e come decidono le voci di spesa?
c) con l'abolizione dell'ICI (il 30% delle entrate del 2007 del nostro comune) come si pagano i servizi?
1.2) programmazione POLITICA: argomenti d'attualità, come lotta alle mafie, democrazia e mercato, etc. Quindi gli argomenti caldi della attualità di oggi perché bisogna farsi un'idea di cosa vogliamo per il nostro futuro e la corretta informazione fa la differenza tra un luogo comune ed una verità scomoda. Occorre garantire la completezza dell'informazione e il pluralismo. Se il relatore è sopra le parti per competenza scientifica o altro, allora basterà la sua esposizione. Se invece è dichiaratemante di parte (destra o sinistra, pro o contro) allora bisognerà chiamarne un secondo di opinione divergente. Tutto ciò nei limiti del possibile. Esempio di programmazione politica:
a) le voci di Chiampo: incontro con le 3 liste: "Per Chiampo nel Veneto" (magg), "Insieme per Chiampo" (min), "PD" (min). Le ascolteremo mentre ci illustrano quali secondo loro sono le priorità per Chiampo. Un incontro interessante perché potremo farci un'idea dibattuta e completa della situazione di Chiampo.
b) le energie sostenibili: la scelta del nucleare pare cosa fatta, ma quali sono i contro reali e non demagogici e quali i pro? Potrà l'imprenditoria privata sobbarcarsi un inversimento cos' ingente visti i lunghissimi tempi per rientrare dalle spese?
c) L.190 sull'Aborto: le stime sulla sua attuazione e l'analisi del compromesso che ha dato vita alla legge.
*** 2) PROGRAMMAZIONE del livello PRATICO ***
E se un gruppo di giovani interessati potesse dare idee e consigli ad un assessore? E se questo assessore potesse servirsi di menti fresche, inesperte e perciò capaci di pensare fuori dagli schemi? Ecco l'idea che sta alla base della programmazione del livello pratico. Le proponiamo che il gruppo si suddivida in commissioni ed ognuna di queste instauri un dialogo con un assessorato a scelta. Siamo coscienti del fatto che le decisioni o le proposte di un assessore sono frutto di un procedimento grandemente complesso. Molteplici le voci da ascoltare e svariate le motivazioni da dare. Siamo convinti, tuttavia, che oggi non esistano margini per la partecipazione di un giovane a quella che è la parte più entusiasmante della politica, trovare soluzioni ai problemi della gente. Ed è qui che bisogna intervenire. Non intendiamo abbozzarle di uno rozzo strumento di democrazia diretta, ne proporle un fantasioso organo consultivo. Vogliamo iniziare una “buona pratica”, cioé una prassi secondo la quale gli assessori di Chiampo, vogliono dare un valore reale ai giovani che scelgono di interessarsi. Li tengono periodicamente informati delle loro attività e li coinvolgono qualora ritengano che una prospettiva diversa sia necessaria per risolvere nuovi e vecchi problemi. Vorremmo che almeno in questo laboratorio di democrazia i giovani che si interessano abbiano una voce ed un interlocutore. Finalmente ci sarà possibile vivere una vera esperienza di amministrazione e di politica senza dover diventare portaborse, senza dover scalare le montagne.
Due considerazioni preliminari debbono essere fatte. Innanzitutto non crediamo che il nuovo sia la risposta a tutto, anzi l'efficienza sta nel miglioramento dell'esistente e solo in parte nel cambiamento radicale. In secondo luogo l'assessore non dovrà dar conto alla commissione nel caso disattenda i consigli dati. Anzi sarà interessante conoscere i motivi concreti che l'hanno indotto a preferire un'altra strada. L'onestà e i coraggio delle decisioni saranno esempi virtuosi da cui farsi interrogare.
Esempio di come può lavorare la commissione: I) fase introduttiva: ci si rende conto dell'ambito d'azione, delle competenze e dello storico degli interventi fatti. Insomma si entra nella parte. II) fase d'approfondimento: qui l'assessore è indispensabile perché deve illustrare quali sono i problemi di oggi, le cose urgenti che farà subito e quelle che richiedono una strategia di medio lungo termine. Insomma lo stato della situazione. Qui ci si rende anche conto della relazione tra programma proposto e interventi effettivi. III) fase propositiva: solo dopo aver preso coscienza della situazione (almeno nei suoi contorni) si potrebbe ipotizzare che la commissione possa essere interpellata dall'assessore per qualche idea.
***NOTE PRATICHE***
Visti gli impegni della squadra del comune e nella prospettiva di iniziare qualcosa che si realizzi a lungo termine, pensiamo che la lentezza si traduce in stabilità. Quindi niente inizi folgoranti perché poi le persone disperdono. Due incontri al mese di cui: -un Sabato al mese tutti insieme su un tema del "livello teorico"; -l'altro Sabato si coltiva il “livello pratico”: lo possiamo fare divisi per commissioni e qui si incontra l'assessore (se può il Sabato). Ogni commissione potrebbe organizzarsi in maniera autonoma. La considerazione di base è che questo progetto deve durare e sopravvivere ai cali fisiologici di ogni “associazione”. L'appuntamento mensile di “livello teorico” si pone come appuntamento fisso. L'altro appuntamento, “pratico”, non segue una scadenza. Se ogni commissione si trova per conto suo chi vuole fare, può fare. Coloro che si sentono più partecipi potranno seguire con più assiduità il proprio assessorato o il proprio progetto. Gli altri potranno farlo con scadenze meno serrate. Se una commissione muore, non importa, perché le altre potranno continuare.
lunedì 28 luglio 2008
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