lunedì 28 luglio 2008

Videogiochi, Film e Libri: tra emozioni e responsabilità.

(Da una lettera a Giochi per il Mio Computer, del 20 Giugno 2008)

Cara incantevole Nemesis,

la risposta di Elisa Leanza nel GMC di Luglio 2008 è stata interessante. E' vero, ci sono alcuni programmatori che si possono definire veri artisti, ma non dovremmo essere, in generale, più esigenti proprio noi che abbiamo a cuore questo genere? Pretendere che anche i videogiochi ci insegnino qualcosa di noi stessi oppure ci sensibilizzino verso un problema comune a cui non facciamo attenzione, come fanno certi film o certi libri? Questo potrebbe nobilitare l'arte dei videogiochi e tacciare di ignoranza coloro che criminalizzano un videogioco solo per alcune scene in esso contenute.
Come è noto, una delle prime opere stampate da Gutemberg con la tecnica dei caratteri mobili fu la Bibbia nel 1455. Uno dei primi corti cinematografici dei fratelli Lumiere fu quello di un treno che entrava in stazione, proiettato sul finire del XIX secolo. Come sappiamo, nel 1962 sei ricercatori del MIT riuscirono a creare un programma che rendeva interattive alcune certe porzioni di schermo, inventando così Spacewar! Tre grandi invenzioni che hanno portato altrettante rivoluzioni nei modi di comuncare la cultura. Tra gli altri meriti, la tecnologia della stampa ha reso possibile l'ampia diffusione di racconti e di cronache che hanno poi seguito l'evoluzione dei vari generi letterari. La tecnologia del cinema è riuscita a dare luce alle parole, mostrando a video storie sempre più vicine o sempre più lontane dalla realtà. La tecnologia dei videogiochi ha fatto un passo in più. L'utente stesso è entrato nel racconto, superando la staticità del lettore e portando ad un livello ulteriore le potenzialità del cinema. Da Google Earth al Web 3.0 i videogiochi hanno fatto da apripista. Se ciò è vero, se quell'interattività ha aperto le frontiere della comunicazione, perché mi trovo sempre dalla parte della difesa quando se ne parla? Perché nelle biblioteche non si trovano copie di certi videogiochi? Perché le mamme dicono "leggi che fa bene" e "esci a giocare sennò ti stordisci"? Siamo noi che conosciamo e gli altri che ignorano oppure è qualcos'altro? Provo a dare una risposta non definitiva. Lasciamo che i videogiochi maturino. L'esplorazione delle potenzialità dei videogiochi è solo all'inizio. Letteratura e cinematografia hanno dato prova di poter spaziare in tutti i campi dello scibile. Sono diventati il simbolo di talune fasi della nostra esistenza perchè in quel particolare momento quel libro o quel film ha avuto un significato per noi, per la nostra vita. Sono riusciti a prendersi delle responsabilità nei confronti della società e della politica. Credo che non si possa dire la stessa cosa per i videogiochi. Non ancora almeno. Qualcuno può dire che non è il loro ruolo, che sono solo entertainment. E' mia opinione che qualsiasi sia il mezzo di comunicazione si tratta di uno strumento e come tale può servire molte finalità. Intrattenere, educare o provocare... Lo hanno fatto cinema e libri, perché non i videogiochi? Immaginiamo un titolo in cui il motore grafico di Far Cry 2 ci faccia vivere le peripezie di un profugo del Darfur che viaggia tra deserti e guerre civili per arrivare in Europa. Pensiamo ad un The Sims che insegni alle bambine che Biancaneve o Cenerentola oggi non sono gli unici modelli, bensì esistono donne che sono mamme lavoratrici, che gestiscono il rapporto con i dipendenti, rispettano le scadenze e quando sono a casa lavano, stirano, amano i propri figli e il marito. Proviamo ad immaginare un videogioco vissuto al cinema, in cui il film proiettato è arricchito da esperienze interattive e collaborative. Così facendo credo che i videogiochi potranno assumere il loro ruolo ed entrare nei cuori e nelle menti di chi ci gioca come "L'alchimista" di Coelo o "La vita è bella" di Benigni. E le mamme potranno cominciare a dire "basta giocare... a quel gioco, ora fatti una mezz'oretta di xyz che ti insegna qualcosa".Idealista? Ditemi voi.

1 commento:

Unknown ha detto...

Cesco, smettila di giocare ai videogiochi che ti fanno male...